Un matrimonio si ritiene misto quando viene celebrato tra due persone che professano culti differenti oppure nel caso in cui un cattolico scelga di coniugarsi con un ateo o un agnostico. In linea di massima possiamo affermare che secondo il Codice di Diritto Canonico, il matrimonio misto (tra cattolici e cristiani di confessione diversa o di altre religioni o non credenti) sarebbe da evitare nei casi in cui i due futuri coniugi sarebbero costretti a convivere con importanti divergenze dal punto di vista valoriale come: la poligamia, l’apertura alla vita o l’indissolubilità dell’unione coniugale. Valori importantissimi sui quali una coppia difficilmente può scendere a compromessi: qui infatti non si sta parlando di accordi sulle idee segnaposto matrimonio ma sulle possibili differenti posizioni di vita.